Crociere fluviali

Restando alle crociere fluviali in Europa, sono tre i fiumi che offrono la posibilità di avere ottime crociere, scoprendo le grandi capitali dell'Europa Continentale. Le migliori crociere fluviali sono quelle lungo alcuni tratti della Senna, del Danubio e del Reno. Per gli amanti del medioevo, da valutare una crociera su piccole imbarcazioni lungo la Loira, alla scoperta dei castelli della regione francese

Crociere fluviali

Reno
La prima crociera proposta è la crociera sul Reno. Il fiume Reno (in tedesco Rhein, in francese Rhin, in olandese Rijn) è, con 1.320 km, uno dei fiumi più lunghi d'Europa. Il suo nome deriva da una radice celtica che significa "scorrere". Assieme al Danubio formava la maggior parte del confine settentrionale dell'Impero Romano ed è stato, fin da quei tempi, un vitale corso d'acqua navigabile, usato per il commercio ed il trasporto delle merci fin nel cuore del continente.
Il Reno sorge dalle Alpi svizzere, nel Canton Grigioni, dove i suoi due principali tributari iniziali sono chiamati Vorderrhein e Hinterrhein. Il Vorderrhein (Reno anteriore) sgorga dal Lago Tuma, vicino al Passo Oberalp ed attraversa l'impressionante Ruinaulta. L'Hinterrhein (Reno posteriore) nasce dai ghiacciai del gruppo dell'Adula in tedesco Rheinwaldhorn sul confine meridionale del Grigioni con il Ticino. I due tributari si incontrano vicino a Reichenau, sempre nei Grigioni.
Quando lascia i Grigioni, il Reno scorre verso nord, lungo la frontiera con il Liechtenstein e l'Austria, e, poi, si getta nel Lago di Costanza. Da qui il fiume riemerge e scorre verso ovest, principalmente sul confine tra Svizzera e Germania, passa dalle Cascate del Reno, incontra il fiume Aar, che ne più che raddoppia la portata ed, infine, a Basilea, svolta verso nord, andando a formare il confine tra Germania e Francia, in un'ampia valle, prima di entrare in territorio esclusivamente tedesco.
Con oltre 800 km, il Reno è il più lungo fiume che scorre all'interno della Germania. È qui che incontra alcuni dei suoi principali tributari, come il Neckar a nord di Mannheim, il Meno a Magonza e la Mosella a Coblenza.
L'ampia valle del Reno finisce alla confluenza con il Meno, dove il Reno entra in una valle più stretta. La parte fra Magonza e Coblenza è il paesaggio più conosciuto del Reno. Turisti di tutto il mondo vengono qui per vedere i castelli medievali sulle colline ricoperte di vigne, bere i vini di buona qualità, ed ascoltare le storie che hanno ispirato molti artisti e compositori come Richard Wagner.
Il fiume si allarga nuovamente a sud di Colonia. Anche se molte industrie si trovano lungo il Reno, fino in territorio Svizzero, è qui che il grosso di queste si trova concentrato, nell'area della Ruhr, con tutte le acque di scolo che entrano nel Reno e causano un inquinamento in calo ma ancora considerevole.
Il Reno a questo punto gira ad ovest nei Paesi Bassi, dove assieme alla Mosa forma un enorme delta. Oltrepassato il confine olandese, il Reno raggiunge la sua massima ampiezza, ma si divide poi in tre rami principali: il IJssel, il Waal e il Basso Reno. Da qui la situazione diventa più complicata, in quanto il nome "Reno" non coincide più con il corso principale. Gran parte dell'acqua del Reno scorre ancor più a ovest attraverso il Waal, il Nieuwe Waterweg e, unendosi alla Mosa, l'Hollands Diep e l'Haringvliet, fino a sfociare nel Mare del Nord. Il ramo dell'IJssel porta la sua parte d'acqua a nord nell'IJsselmeer, mentre il Basso Reno scorre ad ovest, parallelo al Waal.
Ad ogni modo, oltre Wijk bij Duurstede questo corso d'acqua cambia nome per diventare il Lek e scorre ad ovest per riunirsi al ramo principale nel Nieuwe Waterweg. Il nome "Reno" da qui in avanti viene usato solo per fiumi più piccoli che scorrono verso nord e che un tempo formavano l'ultimo tratto del Reno dell'epoca romana. Anche se mantengono il nome, questi ruscelli non portano acqua del Reno, ma vengono usati per drenare le terre e i polder circostanti. Da Wijk bij Duurstede, questi sono il Kromme Rijn ("Reno storto") e dopo Utrecht l'Oude Rijn ("Vecchio reno") che scorre attraverso Leida ed in un complesso di chiuse dove le sue acque possono essere scaricate nel Mare del Nord.

Danubio
Interessanti anche le crociere sul Danubio, nel cuore dell'Europa. Il Danubio (in tedesco Donau, in slovacco Dunaj, in ungherese Duna, in serbo, croato e bulgaro Dunav, in romeno Dunarea, in ucraino Dunay, in greco Ister e in latino Danubius) è il secondo fiume d'Europa per lunghezza dopo il Volga e misura circa 2888 km.
Le sue sorgenti si trovano in Germania, nella Foresta Nera, e constano di due piccoli fiumi chiamati Brigach e Breg, che si uniscono nel Donaueschingen.
Per secoli il Danubio, fino ad oggi, è stato un'importante via fluviale. Già conosciuto e preso come frontiera all'epoca dell'Impero Romano, Scorre in direzione nord-ovest sud-est (unico tra i maggiori fiumi europei) bagnando o formando i confini di dieci nazioni: Germania, Austria, Slovacchia, Ungheria, Croazia, Serbia, Bulgaria, Romania, Moldavia e Ucraina, ed è tra Ucraina e Romania che si trova il suo delta.
Il delta del Danubio è stato dichiarato dall'UNESCO patrimonio dell'umanità dal 1991. Le sue paludi ospitano grandi stormi di uccelli migratori, incluso il Cormorano Pigmeo (Phalacrocorax pygmaeus) in pericolo di estinzione. Schemi di canalizzazioni e drenaggi minacciano il delta: vedi Canale di Bastroe.

Senna
Il delta del Danubio è stato dichiarato dall'UNESCO patrimonio dell'umanità dal 1991. Le sue paludi ospitano grandi stormi di uccelli migratori, incluso il Cormorano Pigmeo (Phalacrocorax pygmaeus) in pericolo di estinzione. Schemi di canalizzazioni e drenaggi minacciano il delta: vedi Canale di Bastroe.
Il nome francese «Seine» viene dal latino Sequana, che ricalcava il nome dato al fiume dalle popolazioni celtiche autoctone.
L'origine del nome è oscura. Secondo alcuni si tratta di un errore di trascrizione di uno o più termini celtici. Secondo altri è un toponimo addirittura preceltico, in quanto il gruppo kw non esiste nel celtico continentale, dove il suono qu è evoluto in p (esempio: 5 si dice pimp nel linguaggio gallico, ma quinque in latino, dalla radice indo-europea kwenkw).
Tuttavia è possibile che questa evoluzione qw -> p si sia prodotta successivamente all'attribuzione del nome Sequana da parte dei primi Celti: sembrerebbe in effetti, stando ad alcune iscrizioni celtibere ritrovate in Spagna, che queste popolazioni parlassero una lingua proto-celtica nella quale la mutazione qw -> p non si era ancora prodotta.




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